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Spiramicina
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La mwbgspiramicina (nella fase sperimentale conosciuta anche con la sigla mwbwRP 5337)cite-ref-pmid14364157-1-0[1] è un antibiotico e antiparassitario appartenente alla classe dei mwdamacrolidi utilizzato per trattare la mwdqtoxoplasmosi e altre infezioni dei tessuti molli. La spiramicina è costituita da una miscela di 3 antibiotici strettamente correlati, isolati da colture di Streptomyces ambofaciens: la spiramicina 1 (63% circa), la spiramicina 2 (24% circa) e la spiramicina 3 (13% circa). Spiramicina 2 e 3 sono i corrispondenti esteri monoacetato e monopropionato della posizione 4 dell'anello esadecadienico.

Contents

Note

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Farmacodinamica

Il preciso meccanismo d'azione del farmaco è tuttora sconosciuto. Come altri macrolidi, spiramicina si lega alla subunità 50S dei mweqribosomi procariotici e altera la sintesi proteica. Poiché il sito di legame è correlato al centro peptidil-transferasico del ribosoma, è stata formulata l'ipotesi che il farmaco sia in grado di bloccare l'allungamento del polipeptide.cite-ref-pmid3932309-2-0[2]
Spiramicina alle dosi terapeutiche manifesta attività mwfwbatteriostatica. Sia come spettro d'azione che come efficacia in vivo, appare essere molto simile all'eritromicina, sebbene con un'attività in vitro da 8 a 32 volte inferiore. Spiramicina tende ad accumularsi nei tessuti più di altri mwgamacrolidi e quivi permane per lunghi periodi. Verosimilmente, proprio per questa sua proprietà, la molecola presenta un'inaspettata attività in vivo. Spiramicina è attiva contro la maggior parte degli mwgqstreptococchi (incluso lo Streptococcus pneumoniae e molti ceppi anaerobi), ma la sua efficacia contro gli mwggstreptococchi del gruppo D (come ad esempio lo S. faecalis) è decisamente scarsa. Spiramicina è attiva contro mwgwNeisseria meningitidis, Branhamella catarrhalis, mwhaBordetella pertussis, mwhqCorynebacterium diphtheriae, mwhgListeria monocytogenes, Bacteroides melaninogenicus, clostridi, mwhwLegionella pneumophila, mwiaChlamydiacite-ref-pmid6277009-3-0[3] e mwjqMycoplasma pneumoniae (mentre il mwjgMycoplasma hominis è resistente).
Il 75% dei ceppi di stafilococco risultano sensibili. Anche la maggior parte dei gonococchi è sensibile al farmaco, tuttavia nei Paesi dove la spiramicina è stata utilizzata più ampiamente è emersa una presenza di ceppi resistenti con una frequenza stimata del 10-35%.
Molti ceppi di mwkqHaemophilus sono resistenti in vitro (MIC comprese tra 16 e 32 mg/L), anche se i livelli tissutali del macrolide possono risultare efficaci. Numerosi batteri anaerobi risultano sensibili alla spiramicina, tuttavia il Bacteroides fragilis ed i fusobatteri non lo sono. Anche i batteri gram-negativi aerobi risultano essere resistenti.
Spiramicina, sia in vivo che in vitro, si è dimostrata attiva nei confronti del mwkwToxoplasma gondii e ci sono evidenze di una sua efficacia anche contro i criptosporidi.cite-ref-pmid14378935-4-0[4] In linea generale la resistenza alla spiramicina si sviluppa quasi sempre parallelamente a quella verso altri macrolidi e verso antibiotici del gruppo delle mwmalincosamidi e della streptogramina (MLS).cite-ref-pmid3932301-5-0[5] La resistenza all'eritromicina (che pur possiede un'elevata attività di induzione di resistenza) non è sempre associata a resistenza crociata nei confronti della spiramicina. Alcuni stafilococchi, a titolo di esempio, manifestano vari gradi di resistenza all'eritromicina ma restano comunque sensibili alla spiramicina. I meccanismi attraverso i quali si sviluppa resistenza sono sostanzialmente due: un'alterazione del sito bersaglio e la detossificazione dell'antibiotico. L'alterazione mediata da plasmidi dell'RNA ribosomiale in 23S è considerato il meccanismo di resistenza più comune.

Farmacocinetica

Dopo somministrazione mwnworale spiramicina è assorbita in modo irregolare dal mwoatratto gastrointestinale. La biodisponibilità sistemica del farmaco a seguito di assunzione per os varia dal 10% al 60% (con una media del 39%). Non è stato ancora completamente chiarito quali siano i fattori responsabili di tale variabilità. Gli acidi gastrici non sembrano influire sull'assorbimento. Tuttavia studi recenti hanno indicato chiaramente che la presenza di cibo nello stomaco riduce in maniera significativa la biodisponibilità (fino al 50%) ed allunga il tempo di picco plasmatico (da 4 a 6 ore). Spiramicina non sembra essere soggetta ad alcun metabolismo presistemico. In seguito alla somministrazione orale di 1,5 g si ottengono picchi di concentrazione sierica di 1–3mwoq mg/L in 2-3 ore. L'infusione mwogendovenosa di 500mwow mg di farmaco permette il raggiungimento di valori di 2–4mwpa mg/L. L'mwpqemivita plasmatica media della spiramicina è di 5 ore, con un range da 3 a 7 ore. La spiramicina si distribuisce ampiamente nell'organismo e rimane per lunghi periodi nei mwpgtessuti biologici. La sua farmacocinetica si adatta bene ad un modello aperto a due compartimenti con un elevato volume del compartimento periferico. L'elevato volume di distribuzione (383 L di media) e il volume tissutale (308 L) sono indicativi della elevata affinità del macrolide per i tessuti. Le concentrazioni raggiunte dal farmaco nei mwpwpolmoni, nel mwqafegato, nel mwqqrene, nella mwqgmilza, nella mwqwprostata, nella mwraplacenta, nei mwrqmuscoli, nelle mwrgossa e nelle mwrwtonsille si sono rilevate di molto superiori a quelle plasmatiche. A seguito di una singola dose orale si registrano in questi tessuti livelli elevati per 72 ore.cite-ref-pmid19108164-6-0[6] La spiramicina è stata anche riscontrata in molte secrezioni umane e quantità significative sono state trovate nella mwtabile, nella mwtqsaliva, nelle mwtglacrime e nel mwtwlatte materno.cite-ref-pmid3182451-7-0[7]

Nei mwvqfagociti è possibile misurare concentrazioni intracellulari elevate per periodi di tempo prolungati, e questo spiegherebbe l'efficacia della spiramicina contro alcuni microorganismi intracellulari (come ad esempio la Chlamydia, la Legionella ed il Toxoplasma). La spiramicina non è in grado di oltrepassare la mwvgbarriera ematoencefalica e quindi non entra nel mwvwfluido cerebrospinale. Il passaggio del farmaco attraverso la mwwaplacenta è scarso e solo il 9-16% della concentrazione plasmatica materna appare nel fluido amniotico. Il legame dell'antibiotico con le proteine plasmatiche è basso e solo il 15% di farmaco si trova legato all'mwwqalbumina. La spiramicina viene estesamente biotrasformata nei tessuti e solo il 14% della dose somministrata viene escreta immodificata nelle mwwgurine. L'eliminazione del farmaco per via biliare gioca un ruolo importante ma non esistono dati quantitativi. Nell'uomo, a distanza di 72 ore dalla somministrazione di 2 g di farmaco, si ha una concentrazione biliare di 60mwww mg/L. Secondo alcuni autori potrebbe intervenire una mwxacircolazione enteroepatica, ma non è stata ancora fornita alcuna prova convincente. Sebbene non siano ancora state chiarite le tappe fondamentali del metabolismo della spiramicina, non sembrano esistere derivati attivi. Né le nefropatie né le epatopatie sembrano modificare il profilo cinetico del farmaco.

Tossicologia

La mwxwDL50 nel mwyaratto è di 9400mwyq mg/Kg per via orale, 1000mwyg mg/Kg per via sottocutanea e 170mwyw mg/Kg per via endovenosa.

Usi clinici

La spiramicina è indicata nel trattamento delle infezioni causate da patogeni sensibili. Importante la sua possibilità di utilizzo per la cura delle toxoplasmosi in gravidanza.cite-ref-pmid3182443-8-0[8]cite-ref-pmid8513640-9-0[9]cite-ref-pmid7527323-10-0[10] Viene inoltre utilizzata nella profilassi della mwcgmeningite da meningococchicite-ref-pmid2195969-11-0[11], anche se esistono pareri discordanti sulla sua reale efficacia, con differenze di sensibilità che variano a seconda del territorio preso in considerazione.cite-ref-pmid3394448-12-0[12]cite-ref-pmid6431380-13-0[13]cite-ref-pmid3302871-14-0[14] Frequente è anche il suo utilizzo nel trattamento della mwgwdiarrea da criptosporidi nei soggetti con compromissione immunitaria.cite-ref-pmid3182442-15-0[15]cite-ref-pmid3327883-16-0[16]cite-ref-pmid2996829-17-0[17]cite-ref-pmid1675056-18-0[18]

Dosi terapeutiche

La spiramicina viene somministrata come tale per os o come adipato (un sale dell'mwlgacido adipico) per via rettale o endovenosa.
La dose abituale nel soggetto adulto, calcolata come spiramicina base, è di 2-4 g al giorno, da suddividersi in due somministrazioni. Quando si ricorre alla infusione lenta per via endovenosa sono sufficienti 0,5-1 g di equivalenti di antibiotico base ogni 8 ore. Nei bambini si somministrano per via orale 50mwma mg/Kg al giorno, suddivisi in più dosi. Sono state inoltre impiegate l'acetilspiramicina e la spiramicina embonato.

Effetti collaterali ed indesiderati

La spiramicina è solitamente ben tollerata. I disturbi gastrointestinali sono spesso associati a dosaggi elevati e compaiono con frequenza variabile. Contrariamente all'eritromicina, la spiramicina non è in grado né di liberare mwmwmotilina né di stimolare i mwnarecettori motilinici: ne consegue che il farmaco non altera la motilità gastrointestinale e ciò spiega la minore incidenza di disturbi. mwnqNausea, mwngvomito, mwnwdolori addominali e mwoadiarrea, pur essendo gli eventi avversi più frequenti, compaiono solo in una bassa percentuale di casi. Raramente in alcuni soggetti possono insorgere reazioni cutanee, come mwoqorticaria, mwogprurito, mwowrash maculari e talvolta mwpaparestesie. In letteratura medica sono stati segnalati due casi di lieve epatite, ma la molecola non sembra avere alcun serio effetto epatotossico. Spiramicina non induce i complessi mwpqcitocromo P450-nitrosalcano i quali sono associati all'insorgenza di epatiti per altri macrolidi.

Controindicazioni

Spiramicina è controindicata nei soggetti con mwqaipersensibilità nota verso la molecola o uno qualsiasi degli mwqqeccipienti. Si deve tenere presente che il farmaco, penetrando scarsamente nel fluido cerebrospinale anche in presenza di infiammazione delle meningi, non è efficace nel trattamento delle meningiti.

Interazioni

La spiramicina, quando viene utilizzata in terapia di associazione con mwrametronidazolo, presenta un sinergismo vantaggioso nei confronti dei batteri anaerobi.

Letteratura

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Note

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Collegamenti esterni

• citerefsapere-itspiramicìna, su sapere.it, De Agostini.